Capelli e saperi dell’Asia: queste piante che sfidano il tempo

Cheveux et savoirs d’Asie : ces plantes qui traversent le temps

Quando le saperi antichi incontrano le nostre routine di oggi

Di fronte alla moltiplicazione di prodotti e routine per capelli, oggi molti cercano di tornare a qualcosa di più essenziale: le piante, i gesti semplici e i saperi tramandati.

La medicina cinese suscita in particolare una nuova curiosità. La sua ricca farmacopea vegetale raccoglie numerose piante utilizzate per prendersi cura del corpo, ma anche dei capelli.

Oggi, alcune di esse interessano nuovamente coloro che cercano trattamenti più vegetali per preservare la bellezza, la forza e la densità dei propri capelli.

Senza confondere gli usi antichi con le attuali conoscenze scientifiche, la loro storia permette di guardare in modo diverso a piante che a volte sono ancora molto poco conosciute in Francia.

Platycladus orientalis: una pianta strettamente legata ai capelli

Ancora poco conosciuta da noi, la Platycladus orientalis è ben nota in Cina. Le sue foglie, chiamate Cacumen Platycladi, compaiono in particolare in antiche preparazioni destinate ai capelli e in applicazioni esterne legate alla caduta dei capelli.

Questa pianta attira inoltre l’attenzione della ricerca moderna. Diversi studi sperimentali si sono interessati ai suoi composti e alla loro interazione con i meccanismi coinvolti nel ciclo del follicolo pilifero.

Altre tre piante da scoprire

L’Angelica sinensis, chiamata anche Dong Quai, fa parte delle piante che si trovano nelle formule cinesi dedicate ai capelli. Occupa da tempo una posizione importante nella farmacopea cinese e alcuni dei suoi composti interessano oggi la ricerca.

Anche il Ligusticum chuanxiong compare in diverse preparazioni legate ai capelli, in particolare in alcune applicazioni esterne. Una pianta ancora relativamente sconosciuta nelle nostre routine occidentali.

La Rehmannia glutinosa completa questa selezione. Molto presente nella farmacopea cinese, compare anche in antiche formule associate alla salute dei capelli e alla caduta dei capelli.

Queste piante illustrano la ricchezza di un patrimonio vegetale in cui la cura dei capelli occupava già un posto particolare.

E l’usma in questa storia?

L’usma proviene dall’Isatis tinctoria, una pianta profondamente legata alla storia botanica dell’Asia. Le sue foglie, le sue radici e i suoi semi sono stati utilizzati in diverse forme, in particolare nei saperi botanici cinesi.

Ma la storia dell’usma non si ferma qui.

In diverse regioni dell’Asia, sono soprattutto le sue foglie ad essersi fatte conoscere nei rituali di bellezza. Fresche, trasformate o ridotte in polvere, sono rinomate per favorire la crescita, ispessire la fibra e aiutare a ritrovare una capigliatura o delle sopracciglia visivamente più folte.

A lungo tenuta riservata al segreto al di fuori di queste regioni, questa pratica si è gradualmente fatta conoscere oltre i confini. Negli ultimi anni, i social network e la condivisione delle esperienze hanno contribuito ampiamente a far viaggiare l’usma. Nuove persone la scoprono, la cercano e la integrano nella propria routine per capelli.

Una scoperta all’origine di Usmaé

È anche in questo modo che è nata Usmaé.

Dopo aver scoperto questa pianta e averla provata, i risultati che ho osservato mi hanno dato la voglia di andare oltre.

Ciò che all’inizio era solo una scoperta è diventato il desiderio di rendere questo trattamento vegetale più accessibile in Francia, pur mantenendo ciò che ne costituisce l’identità: una pianta, una preparazione semplice e un sapere venuto da altrove.

Ancora relativamente sconosciuta da noi, l’usma inizia a trovare il suo posto tra coloro che cercano un approccio più vegetale per prendersi cura dei propri capelli, sopracciglia o della barba.

Una pianta rimasta a lungo discreta in Francia, ma la cui storia e i cui usi continuano ormai a viaggiare.

Scopri il Rituale Usma