Iperemesi gravidica: quando la gravidanza indebolisce anche i nostri capelli

Hyperémèse gravidique : quand la grossesse fragilise aussi nos cheveux

Si si sente spesso dire che, durante la gravidanza, i capelli diventano più belli, più folti e più lucenti.

Questo è vero per alcune donne. Ma quando si affronta un’iperemesi gravidica, la gravidanza può essere vissuta in modo molto diverso.

Nausea perenne, vomiti gravi che possono ripetersi molte volte nella stessa giornata, a volte anche di notte, difficoltà a mangiare e bere, perdita di peso, spossatezza…

Nelle forme più gravi, anche i gesti più semplici della vita quotidiana possono diventare difficili.
In queste condizioni, i capelli finiscono inevitabilmente in secondo piano. Vengono legati, pettinati meno spesso e possono rimanere aggrovigliati per diversi giorni… Non perché non si voglia più prendersi cura di sé, ma semplicemente perché l’energia disponibile è dedicata all’essenziale.

Quando l’organismo è privo di risorse

L’iperemesi gravidica non è semplicemente una forma più grave della nausea abituale da gravidanza.
Quando è grave o prolungata, può impedire di mangiare e bere normalmente, causare disidratazione e perdita di peso ed esporre a carenze nutrizionali.
Tuttavia, anche la crescita normale dei capelli dipende dalle risorse apportate dall’organismo. Quando l’apporto alimentare diventa molto insufficiente per un periodo prolungato, alcune carenze possono avere ripercussioni sulla salute dei capelli.
Ciò non significa che tutte le donne che soffrono di iperemesi perderanno i capelli. Ma dopo diverse settimane o mesi particolarmente difficili, è naturale interrogarsi sul loro stato.

E dopo il parto?

Una volta terminata la gravidanza, può aggiungersi un altro fenomeno: la caduta dei capelli post-partum.

Questa caduta è legata alle variazioni del ciclo dei capelli in prossimità della gravidanza e del parto. Abbiamo dedicato un articolo completo su questo argomento al blog.

Ma dopo un’iperemesi, questo periodo può essere vissuto in modo diverso: l’organismo emerge a volte da diversi mesi durante i quali mangiare correttamente, dormire e semplicemente riprendersi sono stati particolarmente difficili.

Ecco perché prendersi cura dei capelli dopo questo periodo inizia anche con la cura del proprio organismo.

Ricostruirsi anche attraverso l’alimentazione

Quando finalmente torna possibile mangiare, riprendere gradualmente un’alimentazione sufficientemente varia e nutriente fa parte del recupero.

Le proteine, le vitamine, i minerali e l’energia apportati dalla nostra alimentazione contribuiscono al normale funzionamento dell’organismo e, in particolare, alla formazione del capello.

Non si tratta di cercare un alimento miracoloso che dovrebbe far ricrescere i capelli. Si tratta piuttosto di restituire gradualmente al corpo le risorse di cui potrebbe aver avuto bisogno.

Dopo un’iperemesi grave o prolungata, e in particolare quando persiste una spossatezza importante o una caduta dei capelli, può essere utile anche fare un bilancio con un professionista sanitario per verificare l’eventuale presenza di una carenza o di un’altra causa.

Gli integratori alimentari non dovrebbero essere assunti sistematicamente «per i capelli»: quando è necessaria un’integrazione, questa deve innanzitutto corrispondere alle reali esigenze dell’organismo, in particolare durante l’allattamento.

Prendersi cura dall’interno… e dall’esterno

Il recupero dell’organismo costituisce una parte del percorso. Parallelamente si può ricominciare, secondo i propri ritmi, a prendersi cura dei capelli e del cuoio capelluto.

Dopo mesi durante i quali i capelli sono stati a volte completamente trascurati, non serve cercare di recuperare tutto in pochi giorni.

Sviluppare delicatamente i capelli, ridurre l’uso del calore, scegliere acconciature che non tirano le radici, prestare particolare attenzione alle nuove crescite e seguire una routine regolare può già permettere di riprendere gradualmente abitudini migliori.

Ed è anche in questo momento che alcune tradizioni vegetali possono ritrovare il loro posto.

L’Usma nella routine capillare

In Asia centrale, l’Usma (Isatis) è utilizzata da secoli per la cura dei capelli. Vi è tradizionalmente apprezzata per favorire la crescita, rinforzare i capelli e limitarne la caduta.

L’Isatis contiene inoltre diversi composti antiossidanti oggetto di ricerche scientifiche.

L’Usma non sostituisce ovviamente né un’alimentazione adeguata né la correzione di un’eventuale carenza.

Può invece trovare il suo posto nella parte esterna di questo percorso: ricominciare a prendersi cura del cuoio capelluto e dei capelli mentre l’organismo si riprende gradualmente.

Un’esperienza che ho vissuto personalmente

Ho vissuto personalmente l’iperemesi gravidica.

E non mi sono mai davvero riconosciuta in quell’immagine della donna incinta dai capelli meravigliosi di cui si sente parlare così spesso.

Quando i vomiti si ripetono giorno e notte, quando si è esausti e mangiare, bere o semplicemente compiere i gesti quotidiani diventa difficile, i capelli non sono chiaramente più una priorità.

Non si pensa più ad avere una bella routine capillare. Si fa semplicemente il possibile.

È anche per questo motivo che questo argomento mi stava particolarmente a cuore.

Ricominciare a prendersi cura di sé, gradualmente

Dopo una gravidanza segnata dall’iperemesi, riprendersi cura dei capelli può anche far parte del ritorno graduale a sé.

Non si tratta di ritrovare i capelli di prima in poche settimane né di cercare a tutti i costi il prodotto che li farà ricrescere più velocemente.

Si tratta prima di lasciare all’organismo il tempo di riprendersi, di ritrovare un’alimentazione adeguata, di verificare che tutto vada bene quando necessario e, quando finalmente se ne ha l’energia, di ricominciare dolcemente a prendersi cura di sé e dei propri capelli.

 

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